A cura di Giuseppe De Panfilis, dermatologo
La cosmetologia come scienza è una delle branche della moderna dermatologia. Oggi i benefici obiettivi richiesti a un trattamento cosmetico possono essere quantificati scientificamente utilizzando diverse “scale della qualità di vita”: il fine che ci si propone è quello della riscoperta del benessere, nonché quello di affermare la propria autostima. I trattamenti cosmetologici possono essere rivolti a persone normali, non affette da malattie cutanee, ma ancor più, forse sorprendentemente, ai pazienti affetti da diverse malattie della pelle.
Per quel che concerne i trattamenti cosmetologici per le persone non affette da patologie dermatologiche, è bene precisare che, se eseguiti in casi opportunamente individuati e attraverso modalità scientificamente riconosciute, riescono a determinare tre tipi di vantaggi:
- vantaggio “sensoriale”, con benefici per vista, olfatto e senso tattile.
- vantaggio “psicologico”, emotività, ansia e depressione.
- vantaggio “sociale”, rapporti con l’ambiente familiare e con quello professionale, oltre che relazioni sociali con amici ed estranei.
Diverse malattie cutanee, d’altra parte, provocano alterazioni dell’aspetto della persona nei riguardi del mondo esterno. Le dermatosi più studiate a questo riguardo, che hanno peraltro mostrato miglioramenti in seguito a trattamenti cosmetologici, sono la vitiligine, le iperpigmentazioni cutanee, la rosacea, la dermatite atopica e i tumori cutanei.
In particolare, le donne vittime di peggioramento dell’aspetto estetico, provocato dal tumore stesso, ovvero dalle cure medesime effettuate per il trattamento del tumore, hanno spesso mostrato un forte miglioramento psicologico nonché una vera e propria riscoperta della loro femminilità in seguito non soltanto all’uso di parrucche e alla pratica di massaggi, ma anche a semplici “maquillage”, cure del viso, manicure e pedicure.
In maniera ancora più interessante, i benefici psicologici conseguenti all’applicazione di trattamenti cosmetologici si sono perfino associati a un miglioramento di alcuni parametri biologici, quali diminuzione del tasso di cortisolo e diminuzione del tasso di prolattina, entrambe significative; parallelamente, venivano registrati un aumento della “sensazione di tranquillità” e perfino una significativa riduzione del “bisogno di stare a letto”.